24/01/2012 09:04 - Di: Cinzia Pelagalli
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Cinzia Pelagalli Tutor di Dipingere |
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Il disegno, come la pittura, è stato per secoli l’esclusivo mezzo di documentazione visiva della realtà e come tale divenne lo strumento attraverso il quale esploratori, viaggiatori, studiosi fermarono sulla carta visioni ed esperienze, con precisione quasi calligrafica o con impeto di visionarietà.
I viaggi nei secoli scorsi duravano mesi, anni, a volte una vita e a volte costavano la vita stessa. Epiche avventure studiate, sognate e preparate a lungo da avventurieri, da mercanti e missionari, da gente comune ed esploratori.

Canaletto, veduta Canal Grande
Da sempre i dipinti di viaggio hanno affascinato gli artisti, non solo per eternare un luogo, un momento del viaggio, una particolare veduta, uno scorcio suggestivo, ma anche per portare qualcosa di quel viaggio che non è solo ricordo.
Il taccuino per gli schizzi e gli appunti grafici in taluni casi diveniva allora lo strumento stesso attraverso il quale interiorizzare e rielaborare l’esperienza, fissandone la memoria.
Molti furono coloro che soprattutto a partire dal secolo XVIII documentarono viaggi ed esplorazioni più o meno importanti, basti pensare al vedutismo veneziano di Canaletto e del Guardi per avere un’idea di come è stata e rimarrà preziosa l’arte delle vedute.

Guardi, Venezia dal Bacino di San Marco
In questo, la mia scelta di analizzare tre vostre opere, tre importanti documenti di viaggio, ritratti in loco o da semplici cartoline suggestive al punto da filtrarle attraverso i vostri occhi, su una tela per un vostro personale ricordo.

Molto interessante l’interpretazione che l’artista ha realizzato di questo particolare scorcio veneziano che, pur se non realizzato in loco (peccato!), riesce a rappresentare con rigore e con una lucida aderenza al dato visivo.
Uno stretto canale con le caratteristiche case veneziane che vi si affacciano, le facciate macchiate dall’umidità, due gondole, un piccolo ponticello, elementi che l’artista ha voluto riprodurre fedelmente attraverso la fotografia che lo ha ispirato realizzando questo dipinto, in cui ha voluto ritrarre un aspetto quotidiano della città lagunare.
Un’adeguata prospettiva serra la composizione chiusa sui due lati da una fila di edifici popolari e pittoreschi che si rispecchiano nelle acque del piccolo canale attraverso pennellate larghe e vibranti.
Troppo nitide le sagome delle case che contrastano con l’azzurro del cielo, mancando di quell’atmosfera che avrebbe contribuito a rendere maggiore realismo al posto rappresentato.
Le nuvole andrebbero un po’ riviste: è un cumulo di nuvole bianche che rimangono troppo vicine e centrate, quasi a coprire un’area circolare staccata, che poco interagisce con il cielo intorno.
Anche le abitazioni sullo sfondo andrebbero trattate con una diversa luminosità per meglio renderne profondità e atmosfera.
Bari Lungomare.. di Leonarda2

Il soggetto di Leonarda è quello di un’altra città affacciata sulle acque dell’Adriatico che, come l’artista precedente, ha voluto riprodurre nel suo caratteristico scenario: Bari e il suo lungomare.
Il lampione in primo piano fa da sovrano sullo sfondo. La città, con i palazzi che si affacciano sul lungomare, pur volendo essere il soggetto che titola l’opera, è un po’ approssimata e minimizzata. Il nucleo della città taglia la composizione orizzontalmente distribuendo lo stesso spazio tanto al cielo quanto al mare. Il centro della città è riconoscibile dal Campanile della Basilica sullo sfondo.
Andrebbe rivista la costruzione prospettica della scena, primo piano e sfondo.
Al contrario, risulta esaustiva la restituzione della luce: calda, avvolgente, sembra riscaldare le facciate dei palazzi!
La pennellata, pur riproducendo i riflessi del mare rimane un po’ timida; più interessante invece quella con cui l’artista ha realizzato le nuvole.
Bruxelles di Pinocchio53

Oltre il colore, c’è chi servendosi di inchiostro e penna ritrae la maestosità di una città come Bruxelles, dai suoi grattacieli e dai suoi monumenti prettamente gotici.
Un tratto fermo e deciso costruisce la scena, i palazzi e la Torre del Municipio, riproducendo una veduta dall’alto della città, o meglio di un angolo di città.
Attraverso il segno l’artista con abile maestranza rinforza le zone in ombra, accenna con leggeri tratti le zone in luce, studia e ripropone fedelmente i particolari, le facciate e tutti gli elementi architettonici che concorrono a rendere la maestosità e lo slancio di queste architetture. La profondità è ben riconoscibile dagli elementi realizzati con tratto più leggero, che fanno da sfondo alle torri in primo piano sottolineando la centralità del soggetto che l’artista ha voluto realizzare conferendo al disegno il fascino di un’incisione di altri tempi, di un ricordo storico.











